Dankesen!Bittesen!Aufidersen! #2
Eccoci al secondo giorno: i castelli di Ludwig!

Ludwig II (1845-1886), re della Baviera e amico e mecenate del compositore Richard Wagner, era più un sognatore che un re. Detestava la politica e invece di regnare preferiva spendere tutto per la realizzazione dei suoi sogni, cioè per la costruzione di castelli sempre nuovi.
Non ne aveva ancora terminato uno, che già cominciava la costruzione del prossimo castello. Era amato dal popolo - anche se lui non amava la gente -, ma era odiato e disprezzato in tutti gli ambienti politici, diplomatici ed economici e, alla fine della sua breve e infelice vita, fu dichiarato pazzo da una commissione di medici incaricata dal governo stesso e della casa reale della Baviera.La sua "pazzia" è tutt'oggi argomento di discussioni accese, la sua vita sregolata è stata spiegata da numerosi punti di vista, è stata accusata e difesa. Ma soprattutto intorno alla sua morte (è annegato nel lago di Starnberg) si sono create numerose teorie: dall'incidente casuale, al suicidio, fino all'assassinio ordinato dallo stato - ce n'è per tutti i gusti e c'è soprattutto tutto il necessario per trasformare un personaggio difficile in un mito.
Hohenschwangau invece è il castello dei genitori - ma vederlo è indispensabile per capire come mai Ludwig è diventato quello che era.
Ludwig era omosessuale e si rifiutò di sposarsi, già questo lo metteva in un netto e insanabile contrasto con il suo ambiente. Ma Ludwig era, soprattutto, una figura tragicamente anacronistica che, in fondo, viveva nel secolo sbagliato. Le figure con cui si immedesimava spaziavano dai miti germanici fino Luigi XIV, il "re sole" della Francia che visse due secoli prima. Ludwig soffriva molto della sua incapacità di ambientarsi nella realtà della seconda metà dell'ottocento. Con la dispendiosa costruzione di questi castelli, con uno stile di vita sempre più sregolato, e con un appoggio veramente "reale" al suo amico Wagner, che sfruttava abilmente la debolezza di Ludwig nei suoi confronti, ha accumulato debiti giganteschi e divenne alla fine sempre più imbarazzante per la casa reale della Baviera.
Il castello di Neuschwanstein è uno dei simboli della Baviera e della Germania nel mondo. E' il "castello delle favole" per eccellenza, fatto costruire dal "re delle favole" Ludwig II (1845-1886) a partire dal 1869 su progetto dello scenografo Christian Jank. L'idea di edificarlo sullo stile delle antiche residenze feudali tedesche venne al monarca bavarese dopo essere rimasto quasi "folgorato" da una visita nel 1867 alla fortezza medievale di Wartburg in Turingia.
Neuschwanstein, situato nella sud della Baviera quasi al confine con l'Austria, domina dall'alto dei suoi 965 metri i paesi di Füssen e Schwangau ed il magnifico paesaggio circostante.
Re Massimiliano II lo trasformò nell'Ottocento in un padiglione di caccia e nel 1869 il figlio Ludwig II acquistò il terreno circostante con l'intenzione di costruire una "villa reale", non un palazzo sontuoso e di rappresentanza ma un piccolo rifugio per il sovrano.
Approvati i progetti dell'architetto Georg Dollmann, che in seguito costruirà anche Herrenchiemsee, iniziarono subito i lavori che terminarono nel 1879. Nel 1880 prese vita il meraviglioso giardino - il vero gioiello di Linderhof - che fa da cornice al piccolo castello con le sue perfette geometrie, le fontane, le sontuose statue ed una serie di padiglioni di gusto orientale, acquistati all'Esposizione Universale di Parigi (1867 e 1878), come il chiosco moresco e la casa marocchina che, venduta dal governo bavarese alla morte di Ludwig nel 1886, è stata recentemente riacquistata e riportata nel parco.
Le sorprese del parco non finiscono qui: nella grotta di Venere (Venusgrotte), ispirata alla Grotta Azzurra di Capri, Ludwig amava passare intere ore a sognare e riflettere facendosi cullare dall'acqua all'interno di una piccola barca a forma di conchiglia che tuttora si può ammirare. Qui viene rievocata una scena del wagneriano Tannhäuser mentre nella Hundinghütte è ricostruita una scena del primo atto della Valchiria.



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